sabato 29 agosto 2015

Il terrore della pagina bianca.


Okay, premessa: non ho mai scritto nulla di serioso in vita mia. Oltre ai temi di italiano che facevo a scuola, che fra parentesi non andavano mai bene a chi li leggeva. "Troppo discorsivo", "troppo particolareggiato", "attenta a non fare frasi troppo lunghe, alla fine uno si perde", "e queste frasi corte? daaai, ormai non hai più l'età per fare una frase Soggetto-Verbo-ComplementoOggetto".
Mah, valli a capire.
Non so nemmeno chi leggerà questo blog. Per il momento io scrivo di getto, così. Che poi si sa, le cose migliori son quelle non programmate.
La SORPRESA. Aaah, che bello!
Tutti a programmare, tutti a pianificare dettaglio per dettaglio ogni singolo momento della giornata, organizzando minuziosamente ogni secondo. E se qualcosa va fuori schema, apriti cielo!
Ogni tanto invece fa bene rammentarsi che non non abbiamo pianificato esattamente quando uscire dall'utero e non sapremo mai con altrettanta accuratezza quando dovremo esalare l'ultimo sospiro. Quindi, perché preoccuparsi tanto?
Poi parlo io che se non so con certezza cosa farò nelle prossime 24 ore impazzisco. Ma va bene, se voglio fare la moralista cialtrona, almeno la devo fare con un certo stile.
Questa notte poi è speciale. E' il mio penultimo giorno qui, nella mia cittadina d'origine. E sono sola. A scrivere e vomitare tutto ciò che ho in testa. 
Sola, perchè questa è stata la mia scelta. Il momento in cui faceva male è passato. Ora rimane l'accettazione, e la consapevolezza che ci sta pensando il Karma. Se ne occuperà Lui di te. Lui sa cosa fare.
Sola, perchè molte volte è meglio salvarsi da qualcosa che ancora non c'è, che non è stato pianificato ma che è nell'aria e molte volte pensi sia imminente che accadrà. Brutto o bello che sia.
Sola, perchè si ha modo di riflettere meglio con i propri pensieri. Anche se sono orribili e infinitamente stupidi. E sbagliati. Ma lo devi scoprire così, tra i millemila cunicoli della mente. E soffrire, per poi arrivare a capirci qualcosa: un processo luungo, e doloroso. Cazzo se fa male.
Sola, perchè fai prevalere l'attesa, la speranza, la sorpresa di qualcosa che ancora deve accadere. 
Ecco sì, la SPERANZA. Altra bella parola, che vuol dir tutto e niente. Qualcuno osa addirittura tatuarsela sul polso, anche se non ho mai capito il perché (e credo non lo capirò mai). 
Una forza interiore che "move il sole e  l'altre stelle" - mò comincio pure a citare Dante, che mi starà maledicendo in qualche girone simpatico dell'inferno. 
Da Wikipedia, la speranza è "la fiduciosa attesa di un bene che quanto più desiderato tanto più colora l'aspettativa di timore o paura per la sua mancata realizzazione". Mai definizione può essere più adeguata. Timore e paura. Il terrore che ci assale se quella determinata cosa non avviene, se il desiderio richiesto non si avvera. Perché in fondo in fondo, abbiamo già pianificato per filo e per segno cosa succederà, se ciò dovesse accadere realmente. E il pensiero di non aver più quella cosa lì, ferma, bella e sicura nella nostra tabella superorganizzata di vita... fa paura, perchè scombina ancora tutto quanto. Speranza e sorpresa.. due concetti che non andranno mai d'accordo.
Però, ora come ora, se penso a queste due parole unite mi viene in mente un'unica cosa, un solo ente, un'anima. E sei TU. Ed ecco, alla fine di tutto, vedi? La paura e il terrore scompaiono, niente ha più senso. Solo due occhi infiniti. E non mi sento più così sola.